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| Premio bancarella Pontremoli |
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Dalla sua nascita il 'premio dei librai' ha
raccolto subito simpatia, consensi e tanto calore che con il passare degli anni sono andati
crescendo ed hanno finito per rappresentare la ragione prima del successo riportato e che non
sembra risentire dell'usura del tempo.
Quarantasette copertine, una dietro l'altra per accontentare anche i lettori più esigenti.
Nato nel 1952 all'ombra della Torre di Mulazzo in occasione del primo congresso dei librai
pontremolesi, il Premio Bancarella si è subito rivelato come un'idea geniale destinata a
conquistare una sempre maggiore risonanza, tanto che oggi è riuscito a ' ritagliarsi ' una
collocazione fissa nel calendario delle maggiori manifestazioni letterarie che si programmano
in Italia. Ad attenderlo sono, prima di tutto, i librai, i bancarellai, quindi gli scrittori,
gli editori, gli uomini di cultura perché già nel momento in cui viene formata la sestina
del selezione, il mercato si muove e non a caso il premio pontremolese è stato aggiudicato
come il più attendibile indice della 'borsa del libro. Intorno al Bancarella non ci sono le
non mai troppo criticate giurie ed è forse tutto qui il segreto del crescente successo. Conta
il libro, potremmo dire la ' merce libro ' non disgiunta dal suo valore letterario, una merce
che ha un valido mercato, che poggia sulla fiducia reciproca che si è instaurata tra i
lettori e i librai. Una formula indovinata che con il trascorrere degli anni è stata affinata
proprio per mantenere viva la sua originalità. Editori e scrittori sono d'accordo ed il
merito va tutto ai librai e ai bancarellai, partiti dall'alta lunigiana con la gerla al
braccio per diffondere cultura che in tutti questi anni hanno saputo far crescere il premio
cercando sempre di meritare quella stima, quella fiducia senza le quali ogni iniziativa è
destinata a fallire. Librai e bancarellai, oltre ad essere giudici e venditori sono diventati
dei veri e propri amici del libro. Approfondiscono la conoscenza dei loro clienti, ne scoprono
i loro gusti, quindi danno il loro consiglio, interessato e disinteressato al tempo stesso.
Difficilmente sbagliano, anzi non possono sbagliare perché significherebbe venire meno a
quella fiducia che è stata loro accordata dai lettori. Pontremoli, ' capoluogo ' della
Lunigiana, ogni anno, a Luglio, fa da madrina al Bancarella. I Tarantola, i Maucci, i
Giovannacci, i Rinfreschi, i Galleri, i Bretoni, i Guelfi, i Fogola, i Lazzarelli, i Bardotti,
i Tolozzi, i Lorenzelli, si danno appuntamento in piazza per assistere al rito dello spoglio,
per partecipare alla loro festa. Hanno saputo costruirla a partire dall'ormai lontano 1952
assegnando il premio a Ernest Hemingway, primo vincitore con ' Il vecchio e il mare ',
anticipando il Nobel, difenderla con il trascorrerla degli anni premiando libri che hanno
rappresentato un po' la storia del nostro costume letterario, dei gusti dei lettori e in
particolare della politica editoriale italiana. Per altre due volte, infatti, si ripeterà
l'anticipazione del Nobel, visto che nel 1958 i librai premiarono Boris Pasternak con ' Il
Dottor Zivago ' ed ancora, dieci anni dopo Isac Singer con ' La famiglia Moskar'. Ma insieme
ad Hemingway, Pasternak e Singer in questi primi quarantatré anni di vita, i librai e i
bancarellai hanno premiato Tedeschi ( oltre due milioni di copie vendute con il suo '
Centomila gavette di ghiaccio ' ), Montanelli, Gervaso, Oriana Fallaci, Biagi, Berto, Cassola,
Bevilacqua, Saviane, Eco, Spinosa, Zavoli, Grillandi, Susanna Agnelli, Andreotti, Kolosimo, De
Crescenzo, e tra gli stranieri Alex Aley, Gary Jennings, Maurice Deniziere ed ancora nel 1995,
tra la sorpresa generale, Jostein Gaarder con ' Il mondo di Sofia' , quando tutti si
attendevano il vendutissimo ' Và dove ti porta il cuore' di Susanna Tamaro e due anni orsono
con Paco Ignacio Taibo II. Un po' come dire
il Bancarella va dove lo portano i librai e
bancarellai. Sono loro a decidere e se diamo ancora un'occhiata all'albo d'oro, tranne qualche
rara eccezione, difficilmente hanno sbagliato. Il Bancarella, come felicemente si scrisse in
occasione del decennale del premio, ' è la Cassazione dei premi letterari italiani'. |
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