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Museo delle statue stele di Pontremoli
Nel gruppo A, rappresentato in originale dalla n. 38 "Casola", è accentuato il carattere di “stele” anziché quello di “statua”: la testa è distinta dai tronco soltanto da una tenue linea clavicolare, dalle estremità della quale si dipartono le braccia. Le maschili portano soltanto il pugnale, dalla lama triangolare e il pomo semilunato. Le femminili hanno i seni molto stilizzati o espressi in maniera veristica. il volto è sempre a forma di U.

Nel gruppo B la testa è distinta dal tronco mediante il collo che, in qualche caso, è molto robusto. E' caratteristica di questo tipo una forte espansione laterale della testa; per questa ragione, molto pittorescamente è chiamata “a cappello di carabiniere”. Il volto può essere sempre ad U per le forme più arcaiche, ma anche a T, delimitato da un cerchio a nastro.
All'arma tipica delle precedenti, talvolta rafforzata dalla costolatura mediana, si aggiunge anche un'ascia, forse litica, immanicata e posta sul petto. Il pugnale, o corta daga può essere rappresentato col fodero. Le femminili sono ornate spesso da collane che cingono il collo.
Il gruppo C segna un distacco netto e preciso dalle precedenti: in queste, infatti, noteremo la forma più di statue che non di stele. Sono concepite a tutto tondo con i caratteri anatomici ben distinti, contraddistinte da armi tipiche dell'età del ferro: giavellotti, pugnali ad antenne. L'evoluzione culturale delle popolazioni è documentata anche dalla presenza di iscrizioni in caratteri etruschi. Pertanto, in questa ultima fase, si notano due forti influssi culturali, uno tirrenico, documentato dalle iscrizioni ed uno padano o protoceltico presente nel tipo di armi. Attigua a questo salone si trova la ricostruzione ambientale e stratigrafica dell'unica statua-stele scavata archeologicamente, la Minucciano III. Segue nella sala superiore, l'esposizione dei calchi di tutte le statue-stele della Lunigiana non presenti nel museo e conservate altrove. Il Museo comprende inoltre la parte del lascito Fabbri con una collezione paletnologica riguardante i "Centomila anni di preistoria nel Sahara". La visita comprende, naturalmente, il castello del Piagnaro stesso, importante struttura medioevale e moderna posta alla sommità dell'antico borgo di Pontremoli a dominare l'intera vallata della Magra.
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