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| Museo del Marmo - Storia |
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I
PASSI FONDAMENTALI DELLA STORIA
LUNI fu fondata nel 177 avanti Cristo dai Romani, dopo aver sconfitto i Liguri Apuani, dorigine
celtica, abitanti del luogo.
Il nome antico LUNA era in onore dellastro notturno che si levava dalle Apuane per riflettersi
sulle acque dellAlto Mar Tirreno.
Luni, da colonia romana, ben presto crebbe grazie alla sua favorevole posizione ed al porto capace di
ospitare sia navi adibite al commercio sia navi militari. Divenne successivamente luogo ideale per
lestrazione del MARMO LUNENSE e verso la fine dell'era repubblicana quindi, il marmo lunense era
ormai affermato per usi architettonici.
Il marmo era estratto naturalmente dagli schiavi che per il lavoro molto faticoso che svolgevano
risiedevano nei pressi delle cave.
Nacquero così agglomerati di schiavi nei pressi delle zone adibite all'estrazione del materiale
pregiato.
Ma non solo semplici schiavi, bensì persone capaci di estrarre il marmo secondo un piano preciso ed
ordinato, conoscitori del materiale, delle tecniche di distacco, della sagomatura e del trasporto a
valle dei blocchi tramite slitte di legni e funi con un metodo usato sino al secolo scorso detto
LIZZATURA, del carico su carri per il trasporto sino al porto di Luni ed infine per il carico sulle
navi (NAVES LAPIDARIE) dirette alla capitale.
In età imperiale Luni si abbellì ed ingrandì cosi come il numero di cave aperte.
Il periodo compreso tra le guerre gotiche e l'età carolingia vede il declino di Luni, oramai terra di
frontiera e testimone di battaglie per il dominio della vallata.
Dalla decadenza di Luni nacquero due città: Carrara e Sarzana; la prima legata al marmo ed alla sua
escavazione, la seconda legata alla classe dirigente che aveva abbandonato Luni.
Luni fu distrutta definitivamente dalle incursioni saracene del 1015 e del 1019.
Sebbene le cave erano in uno stato di abbandono, l'attività estrattiva non cessò.
La memoria dei palazzi romani contribuì ad un nuovo splendore dei marmi di Carrara tra il XI e il XV
secolo.
La più antica fonte scritta che menziona Carrara è il diploma di Ottone I del 963, dove viene
associata alle cave dai bianchi marmi.
E' all'inizio del nuovo millennio che l'attività estrattiva e commerciale prendono nuovo vigore.
Le cave di Carrara, pur non essendo le uniche in Toscana, ebbero una grande produzione durante il
periodo gotico.
Stranamente i marmi di Carrara, ad eccezione del Duomo locale di S. Andrea , furono indirizzati
all'esportazione.
Nel 1180, con ormai Luni definitivamente distrutta, nacque, a pochi chilometri di distanza ed alla
foce del Carrione, uno scalo di piccole dimensioni utilizzato da imbarcazioni per il trasporto del
marmo in porti limitrofi - Avenza.
Il XIII secolo vide il declino del potere dei vescovi sulle terre lunensi culminato nel 1313 con
l'esproprio dei loro poteri temporali da parte dell'imperatore Enrico VII.
Fu un periodo di passaggi di proprietà del territorio, prima i Malaspina poi i Castracani ed infine i
Cybo-Malaspina.
Per tutto il XVI e XVII secolo il marmo di Carrara era richiesto in tutta Italia per fini artistici e
architettonici.
Il fiorente sviluppo economico, culturale ed urbanistico di Carrara nel XVII si deve allo sviluppo
dell'industria del marmo oramai controllata da poche famiglie legate ad ambienti genovesi in grado di
esportare il marmo in tutta Europa. |
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